La scrittura, simbolo e linguaggio

Ma cosa studia, la Grafologia? Come dice il suo stesso nome, la scrittura. Ma non la scrittura intesa in senso statico ed estetico, piuttosto tutta quella complessa serie di elementi che fanno proprio del tracciato che la penna lascia sul foglio di carta una vera e propria encefalografia. La Grafologia studia la scrittura nel suo contesto, gli elementi in relazione tra di loro e con lo spazio, le energie e gli impulsi che in essa si muovono.

Come scrive Nazzareno Palaferri “l’individualità che rivela la scrittura non riguarda la sola struttura biotipologica, bensì ogni aspetto dell’essere ed espressione di uno scrivente, la modalità di sentire e rappresentarsi le cose, a cominciare da se stesso, la maniera di essere presente e muoversi nello spazio esistenziale operando e stabilendo rapporti, il suo livello di autocontrollo e dipendenza, ecc.”. Vista in quest’ottica, la scrittura è un simbolo, insieme significante e significato, che può essere interpretato facendo riferimento a categorie talvolta note (come “angolo” e “curva”), talvolta talmente sottili da poter essere individuate soltanto con profonda osservazione (basti pensare al valore della pressione, quel solco, talvolta pesante, talvolta invisibile, che ogni tracciato lascia sul foglio di carta).

Il valore del segno, come simbolo, è universalmente noto, e attraversa, trasversalmente, ogni linguaggio. Esso esiste in quanto capace di evocare una realtà non inerente, e comunica soltanto nel grado in cui chi lo “legge” è in possesso del codice. Ecco quindi che le indicazioni generali che vi daremo, nel corso delle settimane, potranno esservi utili per conoscere meglio l’affascinante universo della scienza grafologica, ma non certo sufficienti perché possiate giungere ad un’analisi complessa e certa.

Come ogni scienza, il possesso dei codici di lettura, richiede attento studio, fatica, osservazione. Ma per quella sua caratteristica unica, quella di essere propria della persona che sa “tener la penna”, come direbbe Moretti, la Grafologia apre vasti orizzonti anche a coloro che vi si avvicinano per diletto, o curiosità. Osservando una scrittura si nota, innanzi tutto, che la scrittura è collocata in uno spazio. E questo stesso spazio, come la scrittura, rimanda ad un significato. Il movimento dello scrivere, simbolicamente, rappresenta il muoversi del soggetto nel suo spazio vitale, nell’ambiente, e di questo muoversi porta ogni segno. Una persona delicata e sensibile preferirà scrivere su superfici morbide, che non “resistono” al tratto, mentre una persona forte e determinata potrà preferire imprimere con energia il proprio tratto sul foglio. Questo, il loro atteggiamento, di cui la scrittura non fa altro che riproporre le dinamiche.

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