Separazioni, litigi e le sofferenze dei bambini

“Vorrei porre una domanda. Una mia amica sta attraversando un periodo di separazione e litigi coniugali, ha due bambini, di 7 e di 4. Il maschietto ho notato che più di una volta mi ha toccato il seno, ed entrambi si manifestano nei miei confronti con un affetto eccessivo. Vorrei sapere se questo può essere un segnale di disagio, o se nel maschietto è una normale tappa dell’infanzia”. Francesca

a cura della dr.ssa Annarosa Pacini

Cara Francesca, la curiosità verso l’altro e l’esplorazione delle differenze legate alla sessualità fanno parte del percorso di crescita. In un bambino di sette anni, però, e rivolta verso un adulto, in effetti devono essere intese come anche altro. La tua osservazione è corretta: il pessimo spettacolo dei litigi che spesso gli adulti costringono a subire ai bambini certo crea disagio.

Anzi, molto di più: paure, timori, di non essere adeguati, di non essere amati, di essere la causa della separazione. In teoria, i genitori sono consapevoli dell’effetto deleterio che certi comportamenti hanno sui loro bambini, ma, in pratica, pochi sono quelli che davvero riescono a gestire con equilibrio i propri stati emozionali. Nel frattempo, potresti suggerire alla tua amica di evitare di discutere davanti ai bambini, di parlare con loro della situazione – assieme al padre – di tranquillizzarli, di spiegare loro che l’amore che il babbo e la mamma nutrono nei loro confronti non cambierà. E di farlo con convincimento e grande serenità. O non servirà a nulla.

I bambini comprendono molto di più di quello che gli adulti spesso pensano possano capire, ed hanno molto da dire. Basta aiutarli ad avere fiducia nel fatto l’adulto che hanno di fronte è davvero disposto ad ascoltarli. In questo, puoi aiutarli anche tu.

Innamoramento: come farti notare dalla ragazza che ti interessa

“Ho 21 anni e mi sono fortemente innamorato di una ragazza, all’inizio diceva che non provava niente per me, poi c’è stato un periodo in cui dice che sono stato molto vicino a lei…, poi dice che ha iniziato a non provare niente per me, ma che mi vuole tanto bene, che sta bene con me, non mi vuole perdere come amico, e che mi stima molto…, e che sa bene che mai incontrerà uno come me… Vorrei sapere come non dico farla innamorare ma almeno a farsi sì che mi noti non come amico ma di +… grazie!”

Carissimo, la tua è una domanda da un milione di dollari: se esistesse una risposta pronta, come una formula atta all’uso, sarebbe una risposta dal valore incalcolabile. Ma non c’è. Non ci sono regole “fisse” per far sì che una persona ci noti, oppure che presti verso di noi un’attenzione di un certo tipo anziché un altro.
Ci sono magari delle scelte di buon senso: ogni tipo di amore – amicale, affettuoso, passionale – cresce e si sviluppa solo se è basato su presupposti veri. Come dire, che la cosa migliore da fare è essere se stessi. Sinceramente.

In questo senso, farsi notare ha una sua ragion d’essere. Significa farsi conoscere, parlare, ascoltare, imparare a vedere l’altro con occhi nuovi. Il resto viene da sé: se ciò che tu sei è qualcosa che per lei ha un significato speciale, lo scoprirà da sola. In caso contrario, avrete comunque una bella amicizia da condividere, e tu potrai andare avanti, con la certezza che c’è una ragazza che ti aspetta, pronta a condividere altrettanto con te.

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